Milano. Diffusione del volantino referendario del PMLI per i 5 Sì. Il 21 maggio alla metro M2 di Zara, in Piazza Costantino il 24 maggio. Alla metro M3 porta Genova il 25 maggio (foto Il Bolscevico)
Milano. Diffusione del volantino referendario del PMLI per i 5 Sì. Il 21 maggio alla metro M2 di Zara, in Piazza Costantino il 24 maggio. Alla metro M3 porta Genova il 25 maggio (foto Il Bolscevico)

La Squadra milanese di propaganda marxista-leninista per i 5 Sì ai Referendum dell’8-9 giugno continua la sua opera di diffusione del volantino riportante il Documento del Comitato centrale del PMLI presso le uscite/entrate delle principali stazioni della metropolitana milanese come quella di Zara (nel pomeriggio del 21 maggio) e di Porta Genova (nel pomeriggio di domenica 25), luoghi molto favorevoli e di passaggio di tanti giovani e lavoratori, dove si è riscontrato interesse alla nostra posizione referendaria anche se in taluni casi non è stata condivisa o compresa in pieno, ma che comunque è stata discussa e spiegata dialetticamente e approfonditamente dai nostri compagni contribuendo non poco a far capire il dettaglio dei quesiti dei referendum e l’importanza politica di andare a votare a questo tipo di consultazione.

Milano. Diffusione del volantino referendario del PMLI per i 5 Sì in Piazza Costantino il 24 maggio.(foto Il Bolscevico)
Milano. Diffusione del volantino referendario del PMLI per i 5 Sì in Piazza Costantino il 24 maggio.(foto Il Bolscevico)

Nel pomeriggio di sabato 24 maggio i nostri compagni hanno allestito un rosso banchino in piazza Costantino, tra le bandiere sventolanti dei Maestri e del Partito e affiancato da un cavalletto con su i manifesti referendari del PMLI, diffondendo centinaia di copie del suddetto volantino. Esso è stato accolto con vivo interesse dai passanti da subito attratti dal titolo: “5 Sì”. Specificatamente il banchino, invece, è stato oggetto di interesse dei migranti attratti particolarmente dalle figure dei grandi Maestri del proletariato internazionale. Tra loro uno studente cinese dichiaratosi “sostenitore di Mao e del suo autentico socialismo” che ha voluto farsi fotografare alzando l’opuscolo di Giovanni Scuderi “Da Marx a Mao”.

Un operatore ecologico alla guida di un mezzo dell’AMSA si è fermato per chiedere più volantini da distribuire tra i colleghi. “Molti di loro non sanno nulla del referendum – ha affermato – occorre che qualcuno glielo spieghi con la vostra semplicità e chiarezza”.

Anche in questa occasione non sono mancati coloro che hanno dichiarato di aver già deciso di votare 5 Sì; a loro i nostri compagni hanno specificato che le motivazioni del PMLI non collimano esattamente con tutte quelle dei promotori dei referendum; per esempio gli slogan della CGIL: “Il voto è la nostra rivolta” e “Votiamo sì per cambiare l’Italia” non ci rappresentano assolutamente. Per i marxisti-leninisti, infatti, la rivolta sociale la si fa con la lotta di classe e non certo con il voto elettorale, e per cambiare radicalmente l’Italia ci vuole ben altro, bisogna abbattere per via rivoluzionaria il capitalismo e il potere politico della borghesia e instaurare il potere politico del proletariato e il socialismo. Concordando con noi, un lavoratore dell’Aeroporto di Bologna iscritto all’USB ha affermato che, anche se il quorum venisse superato e vincessero i 5 Sì, a permettere che il risultato referendario venga rispettato non potrà che essere la lotta di classe tramite una vasta mobilitazione unitaria. Tale mobilitazione di massa, hanno aggiunto i nostri compagni riferendosi ad un più largo fronte unito antifascista, occorre anche per buttare giù con la lotta di piazza il governo della ducessa Meloni, prima che riesca a completare il regime capitalista neofascista col premierato, il controllo del governo sulla magistratura e lo Stato di polizia, già preconizzati nel piano della P2. A tal fine la vittoria dei 5 Sì darebbe sicuramente un importante contributo motivazionale per delegittimare un governo che, tra l’altro, si è espresso apertamente per il boicottaggio del referendum.

Da questo banchino possiamo trarre un bilancio positivo che ci incoraggia a proseguire con entusiasmo la campagna referendaria a Milano.