È in corso la criminale aggressione russa all’Ucraina. Un’aggressione di stampo imperialista e nazista, simile a quelle di Hitler all’Urss di Stalin e di Bush all’Iraq.

Non è accettabile l’obiettivo dichiarato del nuovo zar Putin nel famigerato discorso del 21 febbraio, in cui si attaccano falsamente Lenin e Stalin per aver creato lo Stato dell’Ucraina, di voler “demilitarizzare” e “denazificare” l’Ucraina. Ancor più non è accettabile l’obiettivo non dichiarato di Putin che è quello di annettere l’Ucraina alla Russia (a cominciare dai territori ucraini meridionali ed orientali della “Novorossiya” zarista) in base alla infondata tesi che l’Ucraina fa parte integrante della Russia. È evidente che Putin vuole restaurare l’impero zarista.

Non bisogna quindi dare alcun appiglio a Putin per giustificare la sua aggressione all’Ucraina, Stato sovrano e indipendente; bisogna invece isolare l’aggressore russo sui piani politico, diplomatico, economico e commerciale e appoggiare l’eroica Resistenza del popolo, dell’esercito e del governo dell’Ucraina.

Non tutti gli antimperialisti lo capiscono perché, oltre a essere confusi dalla propaganda menzognera di Putin, dei suoi sostenitori e dei suoi agenti come Manlio Dinucci, sono condizionati dal fatto che l’Ucraina è appoggiata anche dagli Usa, dalla Nato e dall’Ue imperialisti. Ma ciò non dovrebbe essere un problema se si pensa che nella seconda guerra mondiale l’Urss di Stalin si alleò con l’imperialismo americano e con quello di altri Paesi per respingere l’aggressore imperialista tedesco.

Certamente gli alleati imperialisti dell’Ucraina hanno i loro obiettivi politici, economici e militari strategici contro l’imperialismo russo, ma questo non è un buon motivo da parte degli antimperialisti per non stare dalla parte dell’Ucraina aggredita. Le superpotenze imperialiste dell’Ovest e quelle dell’Est, Cina e Russia, si contendono la nuova spartizione e il dominio del mondo, non si può quindi stare con le une o con le altre; quando un qualsiasi paese, anche se capitalista, viene aggredito da una di esse bisogna stare dalla sua parte. In base ai principi che la sovranità, l’indipendenza e la libertà di ogni paese sono inviolabili; che ogni popolo è padrone del proprio destino; che ogni nazione ha il diritto all’autodeterminazione; che l’antifascismo, l’antinazismo, così come la rivoluzione e il socialismo non si esportano con le armi.

Il governo italiano, fornendo armi all’Ucraina, di fatto è entrato in guerra con la Russia, esponendo il popolo a pericolose ritorsioni militari. Tale infausta decisione, e le decisioni sulla proclamazione dello stato di emergenza fino al prossimo dicembre, sull’aumento delle spese militari al 2% del Pil e sulla preparazione dell’esercito al combattimento e agli scontri tra gli eserciti prescritta dalla circolare del capo di Stato Maggiore dell’esercito sono segnali inequivocabili che l’imperialismo italiano si prepara a nuovi interventi militari e a partecipare a una guerra mondiale tra le superpotenze, che si staglia sullo sfondo dello scenario internazionale.

Dobbiamo pensare fin da ora come prevenire tutto ciò, per evitare che il popolo italiano diventi ancora una volta carne da cannone.

Occorre combattere fino in fondo l’imperialismo invasore e aggressore del nuovo zar Putin senza con questo dimenticare l’imperialismo dell’Ovest, perché l’imperialismo, qualsiasi sia la sua faccia, è il nemico mortale di tutti i popoli del mondo. Fuori l’armata neonazista russa dall’Ucraina per un’Ucraina libera, indipendente, sovrana e integrale, ma nel contempo continuiamo a rivendicare che l’Italia esca dalla Nato e dall’Ue. E se l’imperialismo italiano intendesse partecipare ad una guerra mondiale tra le superpotenze il popolo italiano dovrebbe insorgere per impedirglielo!