Mi permetto di inviarvi questa mia riflessione, prima però vorrei dirvi che leggo con interesse gli articoli de Il Bolscevico e negli archivi web trovo pezzi che definirei profetici.
Gli Stati Uniti stanno intraprendendo un periodo di fascistizzazione che non ha precedenti nella storia della nazione nata nel 1776. In occasione dei 250 anni dall’indipendenza l’amministrazione guidata da Donald Trump pone le basi per quello che potrebbe divenire un nuovo Stato fascista, proseguendo una politica già intrapresa durante il primo mandato grazie ad un establishment che durante la presidenza Biden non è stato minimamente intaccato nonostante i segnali di antidemocraticità. Se Trump appare ideale come traghettatore, rappresentando l’americano medio (compresa la completa ignoranza in ambito geografico, come dimostrato a Davos), è la spietata efficienza dei suoi collaboratori a costituire il vero nocciolo duro dell’apparato.
I governi degli Stati Uniti storicamente sono legati a enormi lobby: carbone, petrolio, armi, a cui si aggiunge l’industria pesante; se prima, però, le amministrazioni fornivano il contentino ai grandi poteri “esportando” democrazia e ignorando le criticità ambientali, ora si sta compiendo un passo ulteriore. Grandi forze economiche necessitano di posizioni stabili, inattaccabili, di leggi ad personam e di nuove aree in cui espandere il modello imperialistico. Per queste ultime e per l’industria bellica è palese la serie di interventi che il mancato Nobel per la pace ha intrapreso e intraprende, così come le opere infrastrutturali, edili e produttive nei Paesi “liberati” (o prossimi alla liberazione) dal giogo di Hamas, Maduro, Khamenei, ecc. Lato stabilità e leggi, i collaboratori di Trump mirano a creare un futuro dominio per le destre, con l’esercito totalmente asservito ai dettami della presidenza, il senato e gli organi democratici ridotti incapacitati, la popolazione inerme o inebetita e una forza di polizia “privata” creata con gli elementi dell’ICE.
Quanto accade oggigiorno non è che il risultato delle esercitazioni “sul campo” dell’ICE, corpo già fascista nella sua formulazione ma in gran parte mancante di un addestramento militare e poliziesco. Le forze antimmigrati sono impiegate per assecondare il delirio xenofobo promesso dal presidente, ma in futuro potrebbero costituire reparti d’élite, fedelissimi a Washington e disposti ad intervenire in caso di dubbi in seno a esercito e Guardia Nazionale. Un controllo ulteriore potrebbe estendersi a livello orwelliano attraverso i dati raccolti da IA e reti, elaborati e concretizzati da Palantir.
Si potrebbe pensare che gli Stati Uniti da sempre soffrono di deliri di autoritarismo e di controllo (con il maccartismo o le “guerre stellari” di Ronald Reagan tra gli apici), ma il rischio di una sudditanza pressoché totale da parte dei Paesi che collaborano con gli Usa c’è. Non è fantascientifico scorgere dei parallelismi con quanto sta accadendo in Italia: soprattutto a livello di soppressione del diritto a manifestare, di presidenzialismo e della riforma della giustizia. Chi sostiene che l’apparato giudiziario grazie alla riforma sarà libero e imparziale da correnti pronuncia una clamorosa menzogna: la giustizia sarà controllata dal governo; quale magistrato si prenderà il rischio di accusare o giudicare un politico? Il presidenzialismo porterebbe poi al progressivo spostamento del comando supremo dell’esercito e delle polizie verso il presidente del Consiglio. Infine, l’inasprimento del Ddl Sicurezza potrebbe potenziare le norme di prevenzione al “terrorismo” permettendo perquisizioni e interventi ante-manifestazioni agli organi di controllo.
Se esistesse la macchina del tempo e potessimo tornare indietro di 20 anni, raccontando i fatti accaduti/futuri, probabilmente nessuno ci crederebbe!
Davide – Milano

