Tutti a Milano il 6 Settembre!
Giovedì 21 agosto, con un vile blitz all’alba, orchestrato dal ministro degli Interni Piantedosi e dal governo neofascista guidato dalla ducessa Meloni, le forze di polizia hanno sgomberato il Leoncavallo, storico spazio autogestito di via Watteau, storico centro di cultura popolare, antifascismo e solidarietà dal basso. Dopo decenni di rinvii, la proprietà del gruppo Cabassi e l’Orologio srl hanno trovato nella repressione governativa la longa manus per chiudere con la forza un’esperienza che per mezzo secolo ha dato voce a migliaia di giovani, lavoratori, migranti, artisti e precari.
Un’operazione eseguita con la brutalità tipica dell’imperante regime capitalista neofascista governato dalla Mussolini in gonnella, senza preavviso e nel pieno dell’estate, quando la città è più spopolata e fragile. Un attacco non solo al Leoncavallo, ma a tutte le esperienze di autogestione e di vita collettiva nei quartieri popolari, sostituite dalla logica della speculazione e della gentrificazione.
Il governo Meloni ha esultato. La ducessa, travestita da difensora della “legalità”, ha dichiarato che non ci possono essere “zone franche”, mentre Piantedosi ha parlato di “decenni di illegalità” e Salvini ha urlato il suo “afuera!”, dimostrando ancora una volta il volto repressivo e classista di un esecutivo che lascia indisturbati i covi di squadristi fascisti come Casapound ma abbatte con la forza i luoghi di aggregazione antifascista e popolare.
Il PMLI condanna senza riserve questo atto di guerra contro l’iniziativa autogestita dal basso che mostra il vero volto della sua crociata reazionaria: reprimere la cultura progressista, cancellare la memoria delle lotte e consegnare le città agli speculatori immobiliari.
Il Leoncavallo, che a ottobre avrebbe compiuto 50 anni, non muore con lo sgombero. Centinaia di manifestanti, già nella giornata del 21 agosto, hanno presidiato via Watteau e il quartiere Greco, dimostrando che il “Leo” è un patrimonio collettivo che nessun decreto repressivo potrà cancellare. Lo stesso centro sociale ha chiamato alla mobilitazione continua fino al corteo nazionale del 6 settembre a Milano.
La Milano che vogliono Meloni e Sala è una vetrina senz’anima, svuotata e ridotta a merce per i turisti e i padroni del mattone!
Il PMLI rilancia la sua rivendicazione: socializzare la vita nei quartieri attraverso la costruzione e il finanziamento pubblico di centri sociali, luoghi autogestiti di cultura, sport, arte e aggregazione popolare. Occorre recuperare e ristrutturare le aree dismesse, le fabbriche abbandonate, le caserme e gli immobili inutilizzati per restituirli alle masse popolari, non agli speculatori!
Per difendere il Leoncavallo e tutti gli spazi sociali autogestiti tutte e tutti in piazza a Milano sabato 6 settembre!
Cellula “Mao Zedong” di Milano del PMLI

