Migliaia in piazza contro l’arrivo dell’ICE per le Olimpiadi invernali 2026

Un sentimento unitario di massa lega antifascismo, antirazzismo, difesa dei diritti e opposizione alle nuove misure repressive. Va letteralmente a ruba il volantino diffuso dal PMLI. I marxisti-leninisti coinvolgono manifestanti e organizzatori a intonare i canti antifascisti.

Milano, 31 gennaio 2026, Largo Cairoli. Manifestazione contro l’ICE
Milano, 31 gennaio 2026, Largo Cairoli. Manifestazione contro l’ICE

Il 31 gennaio a Milano si è svolta una grande e determinata protesta popolare contro la presenza sul suolo italiano delle nuove SS trumpiane dell’ICE, schierate in vista delle imminenti Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. La mobilitazione, promossa dalle forze antifasciste e sindacali, quali CGIL e ARCI, ANPI e Sentinelli, ha richiamato diverse migliaia di manifestanti determinati a opporsi all’ingerenza imperialista e alla minaccia neofascista rappresentata dall’apparato di repressione statunitense avallate dal governo neofascista Meloni.

La protesta si è aperta in Piazza XXV Aprile, simbolo della Liberazione dal nazifascismo, luogo scelto con consapevolezza per riaffermare l’antifascismo e i principi di solidarietà internazionale.

Fin dal concentramento si è respirata una forte tensione di lotta: bandiere rosse, bandiere palestinesi, striscioni e cartelli contro il neofascismo statunitense del dittatore fascioimperialista Trump, fischietti e cori antifascisti hanno scandito un messaggio chiaro e dirompente. In particolare i fischietti richiamavano quelli degli antifascisti e antirazzisti statunitensi che li usano per avvertire l’arrivo dei rastrellamenti razzisti e antimmigrati dell’ICE.

Tra i cartelli e gli slogan più diffusi si leggevano messaggi di solidarietà agli antifascisti negli Stati Uniti, insieme a dure condanne delle politiche razziste e repressive portate avanti dall’ICE, responsabile di violenze, deportazioni e gravi abusi contro lavoratori migranti e popolazioni afroamericane, oltre che contro chiunque manifesti in piazza il dissenso contro il regime neofascista trumpiano. Per molti manifestanti, l’arrivo di queste formazioni repressive in Italia rappresenta una minaccia alla sovranità e ai diritti umani, un’anticipazione del completamento delle politiche repressive che l’esecutivo della ducessa Meloni sta attualmente introducendo.

Tra i manifestanti contro L’ICE si sono distinti un gruppo di lavoratori statunitensi antifascisti (foto Il Bolscevico)
Tra i manifestanti contro L’ICE si sono distinti un gruppo di lavoratori statunitensi antifascisti (foto Il Bolscevico)

Particolarmente combattivo un gruppo di lavoratori statunitensi antifascisti, riconoscibili da una bandiera USA portata anche capovolta, con cartelli con su scritto “No ICE, No Trump, No fascism”, “No MAGA, No ICE dictators”, “Fuck ICE”, “No ICE in Milan” e con le foto dei martiri antifascisti Renée Nicole Good e Alex Pretti. C’era anche il movimento No-CPR che denuncia come il governo Meloni guardi con ammirazione emulativa il modello concentrazionario per migranti targato MAGA.

Tra i partiti politici ci sono quelli con bandiera rossa e falce-martello come PMLI e PRC, e anche quelli del “campo largo”, tra i quali uno striscione autoreferenziale del PD di Milano; questi ultimi non si sono spostati dalla posizione presa dal sindaco PD Beppe Sala che parla bene quando borbotta contro l’ICE e Trump ma razzola male quando ratifica nei fatti il divieto istituzionale che durante le Olimpiadi trasformerà il centro di Milano in una “zona rossa” blindata, preclusa a ogni forma di aggregazione e protesta, creando inoltre disagio alla mobilità di lavoratori pendolari e ai milanesi, mentre i reparti dell’ICE potranno invece calpestare quel suolo cittadino ancora moralmente sporchi del sangue innocente delle loro vittime di Minneapolis.

Alcuni interventi contro l’ICE a Milano al concentramento della manifestazione in Piazza XXV Aprile (foto Il Bolscevico)
Alcuni interventi contro l’ICE a Milano al concentramento della manifestazione in Piazza XXV Aprile (foto Il Bolscevico)

“Fuori l’ICE da Milano. Buttiamo giù il governo Meloni, Mussolini in gonnella. Vota NO per affossare la controriforma piduista e fascista della giustizia” si leggeva nella riproduzione del manifesto realizzato dal Comitato lombardo del PMLI nel quale la scritta urta il distintivo dell’ICE, modificato con al centro lo stemma delle SS, e la ducessa Meloni in orbace, portato su un cartello e nei “corpetti” dai compagni della Cellula “Mao” di Milano del PMLI, assieme alla bandiera del Partito.

I nostri compagni hanno anche diffuso centinaia di copie di un volantino che riproduceva il suddetto manifesto con l’aggiunta di QR-Code che collegano, tramite smartphone, all’articolo “Le nuove misure sulla sicurezza, puro fascismo mussoliniano” e al Documento referendario del Comitato centrale del PMLI per il NO alla controriforma piduista e fascista della giustizia, entrambi pubblicati sul sito Internet del Partito.

Il volantino del PMLI ha espresso perfettamente il sentimento della maggioranza dei manifestanti dato che indicava come contraddizione principale non il neofascismo trumpiano ma quello meloniano che lo emula in Italia e che tramite l’assoggettamento della magistratura e il premierato intende consolidarsi completando il piano piduista. Il volantino è andato letteralmente a ruba e in molti lo hanno tenuto in evidenza durante tutta la manifestazione.

Dal presidio di Piazza XXV Aprile, ormai strabordante di manifestanti con una partecipazione ben oltre quanto il previsto dagli stessi organizzatori, è partito un corteo spontaneo di migliaia di partecipanti – perlopiù ragazzi e giovani che si aggregavano anche lungo il percorso – verso Largo Cairoli, attraversando le vie centrali al grido di “Fuori l’ICE da Milano!” mentre dalle casse è partita “Streets of Minneapolis”, l’ultima canzone scritta da Bruce Springsteen contro l’operato di ICE nella città del Minnesota.

I marxisti-leninisti hanno perciò intonato “Bella Ciao” e “Fischia il Vento” coinvolgendo in coro i manifestanti e convincendo gli organizzatori a rilanciare questi due canti antifascisti dall’impianto alla testa del corteo.

Questa mobilitazione rappresenta un passo importante per la costruzione di un fronte antifascista e antimperialista coerente con la tradizione storica del movimento operaio italiano e internazionale. Per i militanti del PMLI e gli antifascisti presenti, è stata un’affermazione chiara: la lotta contro l’ICE e il regime fascioimperialista di Trump è una lotta che si riflette in Italia contro il governo neofascista Meloni e la sua “sicurezza” poliziesca repressiva e contro la sua opera di completamento di restaurazione del fascismo con nuove forme e sotto più o meno nuovi vessilli.