Trovo molto indicato il documento del CC del PMLI sul referendum: sinteticamente presenta il succo della riforma.

Esprimerò il mio NO a questa riforma spacciata come traguardo storico per snellire i tempi della giustizia e impedire alle correnti dei togati di fare politica dalle aule dei tribunali.

Già di primo acchito appare evidente che separare le carriere dei magistrati e istituire due organi di autogoverno porterà a maggiore lentezza anziché alla velocizzazione dei procedimenti, inoltre il nemmeno nascosto intento di cancellare le toghe “politicizzate”, una volta attuato, porterà la giustizia all’impotenza nei confronti dei governi.

I media, asserviti al potere, cercano di fare passare i Sì come modernizzazione e i NO come oscurantismo, non facciamoci ingannare!
Votiamo uniti il NO e mandiamo un segnale!

Davide – Milano